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Mario Toraldo · Architetto Napoli

Bonus fiscali in edilizia 2026: cosa resta, a chi spetta, quali documenti

Bonus ristrutturazioni ed Ecobonus 2026: aliquote 50% e 36%, massimali, stretta sui redditi alti, documenti necessari. La guida pratica dello studio mt-a di Napoli.

Ogni anno la legge di bilancio rimescola le carte dei bonus edilizi, e ogni anno chi deve ristrutturare si trova davanti la stessa domanda: cosa spetta davvero, e con quali condizioni? Questa guida fa il punto sul 2026 — dopo la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — con il taglio di chi i bonus li gestisce nei cantieri, non sulla carta: cosa resta, a chi conviene, quali documenti vanno preparati prima di iniziare, non dopo.

Il quadro 2026 in sintesi

La stagione dei maxi-incentivi è chiusa. Il sistema attuale è più sobrio ma stabile, e ruota attorno a due aliquote:

  • 50% per gli interventi sull’abitazione principale;
  • 36% per le altre unità immobiliari (seconde case, immobili locati).

Le aliquote valgono sia per il Bonus Ristrutturazioni sia per l’Ecobonus, sono confermate per tutto il 2026 e — salvo nuove proroghe — scenderanno al 36% e 30% dal 2027. Tradotto: rimandare non conviene, e l’aliquota piena si prende solo sulla casa in cui si vive.

Aliquote dei bonus edilizi: 50 per cento abitazione principale e 36 per cento altre unità nel 2026, 36 e 30 per cento nel 2027, tetto 96.000 euro in 10 quote annuali
Le aliquote 2026 e il décalage previsto per il 2027, salvo proroghe.

Bonus Ristrutturazioni: come funziona

È la detrazione IRPEF per gli interventi di recupero edilizio: manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione, e — per le parti comuni condominiali — anche la manutenzione ordinaria. Copre la quasi totalità di una ristrutturazione tipo: demolizioni e ricostruzioni interne, impianti elettrico e idraulico, bagni, infissi, opere murarie.

I numeri da ricordare: tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Su una ristrutturazione da 80.000 euro di un’abitazione principale, significa recuperare 40.000 euro, 4.000 all’anno per dieci anni. La condizione di abitazione principale va rispettata: l’immobile deve esserlo (o diventarlo) al termine dei lavori.

Ecobonus: l’efficienza energetica

L’Ecobonus premia gli interventi che riducono il fabbisogno energetico: isolamento di pareti e coperture, sostituzione degli infissi, pannelli solari termici, sostituzione integrale dell’impianto di climatizzazione invernale con sistemi efficienti. Anche qui 50% sull’abitazione principale e 36% sulle altre, con massimali specifici per tipo di intervento.

Due avvertenze pratiche. La prima: dal 2025 le caldaie alimentate solo a combustibili fossili sono escluse da ogni detrazione — chi sostituisce il generatore deve orientarsi su pompe di calore, sistemi ibridi o allaccio al teleriscaldamento. La seconda: per gli interventi in aggiunta (e non in sostituzione) dell’impianto esistente l’Ecobonus è spesso precluso, e la via corretta è il Bonus Ristrutturazioni — un caso frequente nei condomini con riscaldamento centralizzato, a cui abbiamo dedicato una guida specifica sulla pompa di calore con impianto centralizzato.

La stretta sui redditi alti

Dal 2025 il TUIR (art. 16-ter) ha introdotto un tetto complessivo alle detrazioni per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro: l’ammontare massimo detraibile ogni anno si calcola da un importo base (che si riduce oltre i 100.000 euro di reddito), moltiplicato per un coefficiente legato al numero di figli a carico — il cosiddetto quoziente familiare. In pratica: a parità di lavori, un contribuente con reddito alto e senza figli a carico potrebbe non riuscire a sfruttare tutta la detrazione nei dieci anni. È un calcolo da fare prima di impostare il budget, eventualmente con il proprio commercialista: cambia la convenienza reale dell’intervento e, a volte, l’intestazione delle fatture.

Gli altri bonus attivi

  • Sismabonus: per gli interventi di riduzione del rischio sismico, con le stesse aliquote 50/36% — rilevante in Campania, zona sismica per gran parte del territorio.
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su un tetto di 5.000 euro per arredi e grandi elettrodomestici destinati a un immobile in ristrutturazione. Si attiva solo se collegato a un intervento edilizio agevolato.
  • Bonus barriere architettoniche (75%): per interventi specifici su scale, rampe, ascensori e servoscala, con requisiti tecnici stringenti (DM 236/89).

I documenti: la parte che decide tutto

La maggior parte delle detrazioni perse non si perde per mancanza di requisiti, ma per errori documentali. Tre regole che facciamo rispettare in ogni cantiere:

  • Bonifico parlante, sempre: causale con riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA dell’impresa. Un bonifico ordinario può costare l’intera detrazione.
  • Titolo edilizio coerente: la CILA o la SCIA devono descrivere correttamente i lavori. Le opere non coperte dal titolo non sono detraibili.
  • Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori per gli interventi di risparmio energetico, e conservazione di asseverazioni, schede tecniche e fatture per i controlli.

Il punto vero è uno: la gestione fiscale va impostata prima di aprire il cantiere — intestazioni, pagamenti, pratiche — non ricostruita a lavori finiti.

Domande frequenti

Posso cumulare Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus?

Sì, ma non sulle stesse spese: ogni intervento va imputato a una sola agevolazione. In una ristrutturazione completa con riqualificazione energetica conviene spesso suddividere — opere edili sul Bonus Ristrutturazioni, interventi energetici sull’Ecobonus — per sfruttare i rispettivi massimali.

Sconto in fattura e cessione del credito esistono ancora?

Per la generalità degli interventi no: dal 2024 restano solo casi residuali. La detrazione si recupera in dichiarazione dei redditi, in dieci anni. Per questo la capienza IRPEF va verificata prima.

L’affittuario o il comodatario possono detrarre?

Sì: la detrazione spetta a chi sostiene le spese ed è detentore dell’immobile (proprietario, ma anche inquilino o comodatario con contratto registrato e consenso del proprietario). Anche il familiare convivente che paga le fatture può detrarre.

Iniziamo dal tuo spazio

Se stai pianificando una ristrutturazione e vuoi capire quanto puoi recuperare davvero, partiamo dai numeri: nel nostro preventivo i bonus sono già calcolati voce per voce, con la documentazione impostata dal primo giorno. Leggi anche la guida su ristrutturare casa a Napoli, oppure contattaci per un sopralluogo gratuito.