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9×14: il tavolo che porta il suo modulo nel nome

Tramastudio firma un tavolo in pino massiccio dove il nome non è una sigla ma la misura che genera tutto il resto: 9×14 cm, la tessera che si moltiplica sul piano e sulle gambe.

9×14: il tavolo che porta il suo modulo nel nome

Ci sono progetti che si spiegano da soli, e ci sono progetti che si capiscono solo dopo aver passato un po’ di tempo con loro. Il 9×14 Table di Tramastudio appartiene alla seconda categoria. A prima vista sembra un tavolo sobrio, quasi austero. Poi capisci da dove viene il nome, e tutto cambia.

9x14 Table Tramastudio - vista principale tavolo in pino massiccio
9×14 Table, Tramastudio 2025. © trama.design / Elena Tredici

9×14 è la dimensione in centimetri della tessera di legno che si ripete sul piano. Non una sigla di catalogo, non un nome di fantasia: il nome è la misura generatrice. Quella tessera — 9 centimetri per 14 — si moltiplica sul piano segmentando la venatura del pino, creando un ritmo visivo che va e viene con la luce radente. E le stesse proporzioni definiscono le gambe: massicce, solide, con lo stesso rapporto di scala che governa tutto il resto.

9x14 Table - dettaglio tessere in legno di pino sul piano
Dettaglio del piano: ogni tessera misura 9×14 cm. © trama.design / Elena Tredici

È un gesto che conosco bene. In architettura si fa con i sistemi costruttivi — un passo, una campata, una maglia strutturale. Qui lo stesso principio scende alla scala dell’oggetto. Il tavolo è il suo modulo. Non rappresenta niente al di là di sé stesso.

Francesca e Manuela Pucciarini hanno usato solo pino massiccio per la struttura e compensato di pino per il piano — nessun materiale composito, nessun truciolare, nessuna scorciatoia. La finitura è una vernice opaca a base d’acqua, che protegge senza coprire. Il legno si vede, si sente, invecchia. E poiché ogni albero è diverso, ogni tavolo è diverso: la venatura non si replica, non si copia, non si produce in serie davvero identica.

9x14 Table - vista laterale gambe in pino massiccio
Vista laterale: le gambe massive riprendono le proporzioni del modulo. © trama.design / Elena Tredici

C’è un dettaglio che mi ha colpito in modo particolare: l’apertura centrale nel piano. Un vuoto che attraversa la larghezza del tavolo e permette il passaggio dei cavi — lampada, computer, caricabatterie. Non è un buco risolto dopo: è pensato dall’inizio, come parte della forma. Il vuoto è un materiale. In questo tavolo, il vuoto ha una funzione tecnica e una presenza visiva insieme.

9x14 Table - dettaglio apertura centrale per passaggio cavi
L’apertura centrale: il vuoto pensato dall’inizio. © trama.design / Elena Tredici

Nelle ristrutturazioni che facciamo a Napoli — soprattutto negli spazi dove il living e il working si sovrappongono, come accade sempre più spesso — mi trovo spesso a fare i conti con la questione del tavolo. Non nel senso di quale tavolo scelgo, ma nel senso profondo: cos’è un tavolo in uno spazio dove si vive, si lavora, si mangia, si progetta? È una superficie di scambio. È il centro gravitazionale di molte case.

9x14 Table Tramastudio in contesto living studio
Il tavolo in contesto: 92×196 cm, altezza 78. © trama.design / Elena Tredici

Il 9×14 risponde a questa domanda con semplicità e rigore. Non cerca di essere tutto: è un tavolo. Ma lo è con una precisione — di proporzioni, di materiali, di intenzione — che lo rende più interessante di molti pezzi che cercano di stupire a tutti i costi.

9x14 Table - dettaglio struttura e giunzione legno
Pino massiccio, nessun materiale composito. © trama.design / Elena Tredici

92 per 196, altezza 78. Dimensioni normali, quasi banali sulla carta. Eppure guardandolo capisci che quelle misure sono il risultato di un calcolo, non di un’abitudine. E questo, nell’oggetto comune come nel progetto di architettura, fa tutta la differenza.

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