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La modanatura si fa mattone

A Fulham, Bureau de Change traduce in undici mattoni speciali i profili di un catalogo di falegnameria vittoriana: la nuova estensione di una casa a schiera.

La modanatura si fa mattone

C’è una scala alla quale l’architettura gentilizia funziona meglio: non quella del palazzo, ma quella del bow window vittoriano ampliato di pochi metri quadrati. A Fulham, quartiere residenziale a sud-ovest di Londra, Bureau de Change ha ristrutturato e ampliato una semi-indipendente tardo-ottocentesca aggiungendo, sul retro, un volume angolare rivestito in un mattone giallo pallido che a prima vista sembra un decoro e a uno sguardo più attento si rivela il vero argomento del progetto.

Estensione in mattoni gialli di W House a Fulham, vista dal giardino
L’estensione angolare in mattoni Cradley Smooth Buff, vista dal giardino. Foto: Gilbert McCarragher

Il punto di partenza non è stato un catalogo di mattoni, ma un catalogo di falegnameria: una raccolta ottocentesca di modanature usata dagli artigiani vittoriani del quartiere per profilare cornici e boiserie in legno. Bureau de Change ha tradotto quei profili in laterizio, disegnando undici mattoni speciali — prodotti da Forterra nella tonalità Cradley Smooth Buff — che, ruotati e specchiati lungo la facciata, permettono a un numero limitato di pezzi di generare un motivo che non si ripete mai identico a se stesso. Il risultato ha vinto il premio Best Individual Housing Development ai Brick Development Association Awards 2025.

Dettaglio dei mattoni speciali ruotati e specchiati di W House
Il dettaglio dei mattoni speciali, ruotati e specchiati per creare la modanatura tridimensionale. Foto: Gilbert McCarragher

Ogni corso cresce di poco rispetto al precedente, assottigliandosi da spesso a sottile per seguire la curva della muratura: un artificio da stampo — servivano matrici distinte per i pezzi destri e sinistri — che restituisce alla parete un’ondulazione tridimensionale, come se il mattone ricordasse ancora la sagoma del legno che lo ha ispirato. Agli angoli, il laterizio si interrompe per lasciare posto a vetrate piegate che avvolgono lo spigolo dell’estensione con un’apertura di 180 gradi: da dentro, il giardino si vede intero, senza il taglio netto di un infisso ortogonale.

Undici mattoni bastano a far ondulare una parete che, guardata da lontano, sembra ferma.

Vetrata angolare piegata che si affaccia sul giardino di W House
La vetrata piegata negli angoli dell’estensione, con il mattone che incornicia la vista sul giardino. Foto: Gilbert McCarragher

All’interno il progetto lavora per sottrazione più che per aggiunta. Al piano terra un vuoto a doppia altezza vicino all’ingresso mette in scena le cornici e i rosoni originali del soffitto, che lo studio ha scelto di colorare invece di sbiancare: verde salvia sopra la cucina, spostata verso la facciata principale della casa, bianco sopra la sala da pranzo centrale. Un volume ottagonale in acciaio inox spazzolato, rivestito in marmo bocciardato, occupa il centro della pianta nascondendo un ripostiglio e un bagno di servizio, mentre gli ambienti si schiariscono progressivamente man mano che ci si avvicina all’estensione sul retro, dove abita il soggiorno.

La stessa logica — restaurare senza sbiancare, colorare invece di cancellare — governa anche la scala originale, dove la balaustra torna a farsi notare grazie a una mano di blu elettrico che stacca sul verde scuro delle pareti e sul disegno delle cementine vittoriane a terra. È un gesto minimo, quasi un dettaglio, ma dice più di molte demolizioni sul modo in cui questo studio guarda al patrimonio domestico: non un vincolo da rispettare in silenzio, ma un repertorio da rimettere in circolo.

Scala di W House con balaustra dipinta di blu elettrico
La scala originale, con la balaustra ridipinta in blu elettrico sopra il pavimento in cementine vittoriano. Foto: Gilbert McCarragher

Fuori, il piccolo giardino sul retro è stato piantumato con una vegetazione quasi subtropicale — banani, palme, bambù — che smentisce l’aria british della facciata in mattoni scuri della casa originaria e prepara, per contrasto, l’apparizione del volume color miele dell’estensione. Una vasca d’acqua a filo pavimento, rivestita in acciaio corten, corre lungo il perimetro della terrazza e restituisce, capovolto, il disegno ondulato della muratura.

Resta, alla fine, la sensazione che la scala dell’intervento — poche decine di metri quadrati, un ampliamento come tanti nelle strade a schiera di Londra — sia inversamente proporzionale alla densità delle decisioni prese. Nessun gesto plateale, nessuna dichiarazione di rottura con l’esistente: solo undici mattoni che, cambiando posizione, bastano a raccontare una casa intera. È la misura più difficile da imitare, ed è per questo che vale la pena seguirla.


Scheda progetto

Studio: Bureau de Change Architects

Luogo: Fulham, Londra · 2025

Fotografie: Gilbert McCarragher

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