C’è un momento, nei cantieri in pietra, in cui il progetto esiste già prima che venga costruito nulla: è quando si scava. A Casa Balma Murada, sulla costa mediterranea spagnola, MESURA ha fatto di quel momento l’intero programma dell’architettura. Il garage interrato ha bisogno di uno scavo nel promontorio roccioso; lo scavo produce pietra; la pietra, invece di essere smaltita, diventa il materiale con cui si costruiscono i muri perimetrali della casa. Non c’è approvvigionamento, non c’è trasporto: il sito e la struttura collassano nella stessa operazione.

È una scelta che elimina un passaggio che diamo per scontato — quello tra il luogo e ciò che vi si costruisce sopra — e nel farlo restituisce all’atto del costruire una specie di onestà arcaica. I muri sono a secco, senza malta: corsi irregolari e stratificati, pensati per assestarsi con il terreno invece di contrastarlo, affidati a massa e gravità come le architetture rurali del Mediterraneo hanno sempre fatto prima che il cemento armato rendesse superfluo questo tipo di intelligenza costruttiva. Lo spessore murario, oltre a portare, regola il clima: inerzia termica passiva, nessun bisogno di rincorrerla con gli impianti.
Il sito e la struttura collassano nella stessa operazione: la pietra che c’era già, spostata del minimo indispensabile per diventare riparo.

All’esterno la casa è tettonica, quasi minerale — un affioramento che si distingue dalla roccia madre solo per la regolarità della posa. All’interno la logica si capovolge: pareti bianche, pavimenti in cemento levigato, una continuità di luce e di calma che Nora Batlle (Belonging Home) ha curato senza mai competere con la materia grezza fuori dal vetro. Ogni ambiente ha un rapporto dichiarato con un pezzo di paesaggio diverso — il promontorio, il mare, il villaggio in basso — e le vetrate a tutta altezza, incassate nello spessore della pietra, fanno da cerniera tra i due registri invece di limitarsi a inquadrarli.


C’è anche un secondo pensiero, meno visibile ma altrettanto preciso: l’orientamento dei corpi di fabbrica non insegue solo le viste, ma anche il vento di costa, che qui è un dato di progetto quanto la luce. I volumi si dispongono per fare da schermo, non per subirlo.


Il risultato non è la casa in pietra come immagine — quella retorica un po’ consumata del rifugio mediterraneo — ma la pietra come conseguenza: quella che c’era già, spostata del minimo indispensabile per diventare riparo.
Scheda progetto
Studio: MESURA · Interior design: Nora Batlle – Belonging Home
Luogo: costa mediterranea, Spagna · 2025
Fotografie: Rory Gardiner



