Ci sono case che si definiscono per sottrazione, e questa di Fran Silvestre Arquitectos a Sotogrande si definisce per uno scarto minimo. Due piani orizzontali — il tetto e il terreno costruito — sono quasi sovrapposti, ma non del tutto: lo sfasamento apre l’ingresso coperto da un lato e lascia scorrere la piscina a sfioro verso il campo da golf dall’altro. Tutta l’architettura sta in quella differenza di pochi centimetri.

L’aggetto della copertura non è un vezzo compositivo: a Cadice serve a schermare un sole che d’estate non concede tregua, e a incanalare le piogge che scendono violente dalla Sierra de Grazalema. Sotto quella lastra sospesa, la casa si offre come un unico spazio in ombra, aperto sul paesaggio attraverso vetrate a tutta altezza che corrono ininterrotte lungo il perimetro.

Tutta l’architettura sta in una differenza di pochi centimetri tra due piani quasi sovrapposti.


Nel cuore della pianta, un volume in legno raccoglie le funzioni che richiedono intimità — camere, bagni — e introduce l’unico materiale caldo in una composizione altrimenti giocata su cemento, vetro e acqua. Lo studio parla di quattro soglie che definiscono lo spazio: il piano del suolo, l’ombra del grande aggetto, il vetro che regola il rapporto climatico con l’esterno, e infine il legno, il limite più accogliente. Non è una sequenza casuale: è un procedimento che porta dall’esterno più esposto all’interno più protetto, un passo alla volta.

Fuori, la piscina a sfioro prolunga otticamente il prato fino al campo da golf, cancellando il limite di proprietà con lo stesso gesto minimo con cui il tetto sfiora il suolo. Non è la villa mediterranea che si mette in mostra: è una lastra che protegge, un’ombra in cui stare, e uno scarto sottile che fa tutto il lavoro.


Scheda progetto
Studio: Fran Silvestre Arquitectos
Luogo: Sotogrande, Cádiz, Spagna · 2024 · 802 mq
Fotografie: Fernando Guerra



