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Il portico che viene dal campo

A Casa Mediterranea, Dom Arquitectura trasforma il colonnato agricolo catalano in un ritmo di pilastri in pietra a secco, e nasconde il tetto a falde per restituire orizzontalità alla casa.

Il portico che viene dal campo

C’è un’immagine che torna in molte campagne del Mediterraneo, così comune da essere quasi invisibile: la fila di pilastri che regge un porticato agricolo, tozzi, in pietra grezza, senza nulla a chiuderli. Dom Arquitectura l’ha presa sul serio. A Casa Mediterranea, sulla costa catalana, quella sequenza diventa il tema dell’intera facciata: pilastri in pietra a secco che scandiscono le aperture senza mai interromperle, un colonnato agricolo tradotto in ritmo architettonico.

Terrazza e piscina di Casa Mediterranea al tramonto, con i pilastri in pietra a secco
La loggia coperta tra i pilastri in pietra a secco, salotto esterno verso la piscina. Foto: Pol Viladoms

Sopra i pilastri corre una fascia di copertura continua, inclinata quel tanto che serve a nascondere le falde. È il tipo di dettaglio che, sulle coste mediterranee, nasce spesso da un vincolo urbanistico — il regolamento che impone il tetto a due falde, e l’architetto che trova il modo di negarlo alla vista. Qui diventa la mossa che restituisce alla casa l’orizzontalità delle ville mediterranee storiche, quella linea bassa e distesa che una copertura a punta avrebbe spezzato.

Il prospetto non è né chiuso né aperto: è articolato.

L'ulivo secolare nel patio tra i volumi in pietra di Casa Mediterranea
L’ulivo secolare nel patio d’ingresso, tra i muri in pietra a secco. Foto: Pol Viladoms

Il patio d’ingresso conserva un ulivo secolare, lasciato esattamente dove è cresciuto: la casa si piega intorno a lui invece di spostarlo. È una scelta piccola, ma dice come ha lavorato lo studio — non un progetto imposto al sito, ma un sito che detta le regole, con la pietra a secco dei muri di recinzione a raccontare la stessa origine agricola dei pilastri del porticato.

All’interno, la travatura non si ferma sulla soglia: attraversa la loggia e prosegue nel soggiorno, in un’unica campitura di legno chiaro che rende difficile dire dove finisce il coperto e dove comincia l’abitato. È la stessa logica del pilastro di pietra senza infissi, applicata al soffitto invece che al muro: l’elemento strutturale è anche l’elemento che decide l’atmosfera.

Negli ambienti più privati la pietra torna a vista anche in interno, in un’unica parete lasciata grezza contro pavimenti chiari e arredi essenziali: un contrappunto minerale che tiene insieme il registro rustico del perimetro e quello contemporaneo degli spazi di soggiorno. Non c’è nulla, in questa casa, che non sia già stato provato altrove sulle coste del Mediterraneo — il pilastro in pietra a secco, il tetto negato in vista, il patio costruito attorno a un albero che c’era già. La differenza la fa la disciplina con cui Dom Arquitectura rimette in fila un vocabolario che conosce bene, senza fretta di tradirlo.


Scheda progetto

Studio: Dom Arquitectura — Pablo Serrano Elorduy (lead) · Interior design: Blanca Elorduy

Luogo: costa mediterranea, Spagna · 2025

Fotografie: Pol Viladoms

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