Studio di
Architettura

La cappella che prega la foresta — Hiroshi Nakamura a Sayama

La cappella che prega la foresta — Hiroshi Nakamura a Sayama

Un’architettura non-denominazionale in Giappone che trasforma la struttura stessa in un gesto di preghiera, dove il bosco diventa il soggetto sacro universale

Sayama Forest Chapel - vista esterna, Hiroshi Nakamura NAP

C’è un momento preciso in cui un progetto smette di essere architettura e diventa qualcos’altro. Non è una questione di forma o di materiali — è quando l’intenzione che lo ha generato è così precisa, così integra, che si avverte fisicamente nello spazio. La Sayama Forest Chapel di Hiroshi Nakamura & NAP è uno di quei rari casi.

Il cimitero di Sayama, nella prefettura di Saitama, accoglie defunti di tutte le fedi. Era quindi necessario trovare un denominatore comune, qualcosa che non escludesse nessuno. Nakamura ha trovato la risposta nella foresta che circonda il sito: una foresta di protezione idrica che rifornisce Tokyo, che mantiene vivo l’ecosistema, che riceve la materia organica e la restituisce al ciclo della vita. La foresta come soggetto di preghiera universale — non un simbolo religioso specifico, ma qualcosa di più antico e condiviso.

Sayama Forest Chapel - struttura esterna tra gli alberi

Partendo da questa idea, ogni scelta progettuale è diventata conseguenza diretta. Il lotto è piccolo e triangolare, ai margini del bosco. Le pareti sono inclinate verso l’interno per non sfiorare i rami degli alberi più vicini — un gesto di rispetto, prima ancora che una soluzione tecnica. Intorno al perimetro sono stati piantati nuovi alberi, in modo che la foresta crescesse letteralmente attorno all’edificio, avvolgendolo nel tempo.

La struttura richiama il gassho-zukuri, la forma costruttiva tradizionale giapponese in cui due travi si appoggiano l’una all’altra come le mani giunte in preghiera. Nakamura ha sviluppato questa geometria tridimensionalmente, in tutte le direzioni, ottenendo un sistema strutturale in cui la copertura stessa gestisce sia i carichi verticali che quelli laterali — eliminando la necessità di pareti antisismiche e liberando completamente il perimetro interno. Il risultato è uno spazio avvolto di luce filtrata dagli alberi, senza interruzioni visive.

Sayama Forest Chapel - interno con luce filtrata dagli alberi

Il tetto è rivestito con 21.000 tegole in alluminio fuso, ciascuna lavorata a mano da maestri artigiani. La curvatura di ogni elemento è leggermente diversa dall’altra: la texture complessiva evoca il movimento dell’acqua, e nel tempo, a contatto con la resina degli alberi, svilupperà una patina naturale. Non invecchierà — si integrerà.

Il pavimento in ardesia è inclinato di un centimetro verso l’altare, orientato alla foresta. Una pendenza quasi impercettibile, eppure sufficiente a modificare leggermente la postura di chi entra, spingendo il corpo in avanti, verso il bosco. Le fughe delle lastre convergono verso un punto di fuga che scompare tra gli alberi. Quando si esce, invece, lo stesso pavimento orienta lo sguardo verso il paesaggio urbano del quartiere — il ritorno alla vita quotidiana dopo il raccoglimento.

Sayama Forest Chapel - dettaglio tegole in alluminio

Nel 2016 la Sayama Forest Chapel ha ricevuto l’ARCASIA Award for Architecture e l’Architizer A+ Award. Riconoscimenti importanti, ma probabilmente meno significativi del silenzio che si trova al suo interno — quel silenzio che non appartiene a nessuna religione, e appartiene a tutte.

Sayama Forest Chapel - vista notturna

Hiroshi Nakamura & NAP Architects — Sayama Forest Chapel, Saitama, Giappone, 2013. Ingegneria strutturale: Ove Arup & Partners. Photo © Koji Fujii / Nacasa & Partners Inc.