Il programma, nel 2022, era quello classico: un centro d’arte pubblico per il distretto culturale di AYDC — A Yun Duo Cang, espressione in lingua yi che si traduce più o meno “la nostra terra dei sogni” — alla periferia di Guiyang, nel Guizhou. Il committente si aspettava un edificio. Chen Xi, fondatore di Atelier Xi, ne ha consegnati tre, e piccolissimi: 236 metri quadrati in tutto, distribuiti su un prato prima inutilizzato.
La scelta non è un vezzo formale. Spezzare il programma significa rinunciare al monumento, al foyer, alla facciata di rappresentanza, e lasciare che sia il parco a fare da connettivo. Il centro culturale smette di essere un recinto con un ingresso e diventa un percorso: si passa da un padiglione all’altro camminando tra ginkgo, aiuole di specie locali, sedute e persino vasche da skate in calcestruzzo, disegnate dallo studio di paesaggio So Boring Company.

I tre padiglioni condividono un vocabolario — il cubo di pietra all’esterno, la cavità curva all’interno — ma ognuno lo declina a modo suo. La Xima Library è l’unica chiusa: sotto una volta ampia, una fossa di lettura ribassata è circondata da vetrate a tutta altezza aperte sul parco, mentre una terrazza in calcestruzzo la avvolge e si spinge sopra uno specchio d’acqua poco profondo, che restituisce la cupola metallica come una luna riflessa. La Ginkgo Chapel, più in alto sul pendio, è uno spazio per eventi definito da quattro setti in pietra rigonfi, come archi rovesciati — o come foglie di ginkgo, secondo gli architetti — con al centro una stanza raccolta, illuminata dall’alto. Il Dali Stage è il più essenziale: una sola sezione ad arco, quasi l’impronta in negativo di una volta invisibile, ripara un podio in calcestruzzo rivolto verso una piazza pavimentata in cotto a spina di pesce e chiusa da gradonate. Cappella e palco sono completamente aperti: pioggia, vento e stagioni entrano nel progetto e cambiano l’esperienza nel corso dell’anno.


Il riferimento dichiarato sono le grotte carsiche del Guizhou, una delle regioni carsiche più estese al mondo. Ma va detto con onestà da tecnici: qui la caverna non è scavata nella massa. Ogni padiglione è un telaio in acciaio, rivestito fuori da lastre di travertino e dentro da pannelli curvi in acciaio inox — la grotta, insomma, è una pelle. Il punto interessante è come Atelier Xi usa questa pelle: nella biblioteca e nella cappella l’inox è sabbiato, superficie opaca e morbida alla luce che trattiene il raccoglimento; nel palco è lucidato a specchio, e la cavità diventa un riflettore che moltiplica movimenti e pubblico. Stesso materiale, due finiture, due atmosfere — un’idea semplice che vale più di qualunque gesto plastico. Fuori, il travertino poroso fa l’opposto: radica i volumi al suolo e li fa sembrare affioramenti, più che oggetti appoggiati.
Non serve cambiare materiale per cambiare atmosfera. A volte basta decidere quanto una superficie deve riflettere.


Chi segue Atelier Xi riconosce lo schema. Chen Xi — formazione a Tsinghua e alla Harvard GSD, anni da BIG a Copenaghen e da Steven Holl a New York, studio fondato nel 2017 e oggi a Shenzhen — lo aveva già applicato alla Library in the Ice-Chrysanthemum Field, nell’Henan, cinque piccoli volumi sparsi in una piantagione di crisantemi invece di un unico fabbricato, e di nuovo nel centro visitatori del parco di Qiaochengbei, a Shenzhen. Il principio resta costante: frazionare per non sovrastare il paesaggio, e dare a ogni frammento un carattere riconoscibile. Ai Dezeen Awards 2025, che hanno premiato AYDC come piccolo progetto dell’anno, la giuria ha sottolineato proprio questo equilibrio tra identità distinte e linguaggio comune, e la flessibilità che ne deriva per eventi e performance.

Per chi progetta in Italia la lezione è concreta. Molti dei nostri bandi per piccoli spazi culturali — biblioteche di quartiere, sale civiche, arene estive nei parchi e nei borghi — partono dall’idea di un edificio quando basterebbe un sistema di stanze. Frazionare costa di più in involucro, ma rende in uso: ogni padiglione vive per conto suo, si gestisce per parti, si apre a orari diversi, e il verde tra l’uno e l’altro diventa spazio pubblico a pieno titolo.
Scheda progetto
Studio: Atelier Xi — lead architect Chen Xi · Paesaggio (piazza e parco): So Boring Company
Luogo: Guiyang, Guizhou, Cina · incarico 2022, completamento 2024
Superficie: 236 m² · Riconoscimenti: Dezeen Awards 2025, Small project of the year
Fotografie: Zhang Chao



